Questa settimana avete ascoltato il valzer tratto dalla Suite per orchestra di varietà, composto da Shostakovich nel ’56. Approfondiamo la figura di questo straordinario personaggio che ha lasciato un segno nella storia della musica.

Figlio di musicisti, Shostakovich dimostrava già da bambino grande talento musicale e proseguì gli studi presso il Conservatorio di San Pietroburgo fino a diplomarsi brillantemente in pianoforte all’età di soli 17 anni. Conseguì anche il diploma in composizione alcuni anni dopo, portando come pezzo d’esame la sua Sinfonia no.1.
Fu un grandioso successo per il giovane Dmitrij, che ben presto però dovette ridimensionarsi e sottostare alle imposizioni del regime sovietico guidato da Stalin.
Gli anni ’30 furono piuttosto pesanti per gli artisti dell’epoca perché la produzione artistica era costantemente controllata e sottoposta a censura: la Lega dei Compositori, di cui Shostakovich fu eletto presidente nella sezione di Leningrado, imponeva che si scrivesse musica basata solo su temi popolari russi e inni di carattere maestoso e trionfante. Molta musica dello stesso Shostakovich fu tenuta segreta fin dopo la morte di Stalin per evitare condanne.
Un esempio emblematico di censura ai fini politici fu proprio l’opera Lady Macbeth, composta da Shostakovich e messa in scena nel 1934. Il tema centrale del libretto è una forte critica alla società zarista, in cui appare l’omicidio di un ricco mercante per mano del suo servo. Si dice che Stalin, durante la prima esecuzione, non sia riuscito a rimanere in sala fino al termine dell’opera: infatti, successivamente fece uscire un articolo di pesante disapprovazione sul giornale del Partito Comunista, vietandone la messa in scena e facendo perdere credibilità al compositore.
Seguì un periodo storico particolarmente cupo e angosciante in cui erano numerosi gli omicidi politici; fra queste morti apparivano anche cari amici di Shostakovich e le relative famiglie. Scoppiata la Seconda guerra mondiale, si prestò alla composizione di opere di carattere militare ed eroico in favore della lotta antifascista.
Diventato ormai un simbolo politico, ebbe dei problemi durante il periodo della Guerra fredda: sue esecuzioni in America furono cancellate e lo stesso Toscanini, che tanto aveva apprezzato la sua Prima Sinfonia, si rifiutò di incontrarlo.
Nonostante le tante difficoltà, dettate spesso da ingiustizie e fattori politici, Shostakovich non si lasciò mai scoraggiare:
“If they cut off both hands, I will compose music anyway holding the pen in my teeth”
– Dimitrij Shostakovich
Quando un desiderio è così grande, non c’è scusa che tenga! La vita di Shostakovich ne è una dimostrazione. Dopo la morte di Stalin, sopraggiunta nel 1953, si ribellò contro la censura del regime e continuò nella produzione di sinfonie, balletti e musica da camera.
E ci lascia anche un altro messaggio importante che gli ha permesso di migliorarsi ad ogni composizione:
“A creative artist works on his next composition because he was not satisfied with his previous one”
– Dimitrij Shostakovich
E con questa ultima perla, vi lasciamo al video di accompagnamento al pianoforte del celebre Valzer no.2 che uscirà domani:
A presto,
Davide e Lisa
exaudeoduo





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