Brendel è un pianista straordinario, noto per le sue esecuzioni frenetiche, emotivamente molto coinvolgenti e per lo studio attento della partitura, nel rispetto della volontà degli autori.
Non nasce in una famiglia di musicisti e nemmeno si fa seguire regolarmente da un insegnante nel suo percorso di studi. Eppure a 18 anni vince il primo premio del Busoni, prestigiosissimo concorso pianistico, dandogli lo slancio verso una lunga carriera, che prende veramente il volo negli anni ’60 dopo aver suonato a Londra alla Queen Elizabeth Hall e aver ricevuto il giorno dopo contatti da ben tre case discografiche.
Da qui, i suoi numerosi successi nei teatri e nelle sale da concerto più importanti del mondo come la Carnegie Hall. Nella sua vasta carriera avrà modo di suonare spesso anche in Italia, al Teatro alla Scala e al Teatro La Fenice. All’estero, per citarne alcune, ha suonato con l’orchestra Wiener Philharmoniker, al Metropolitan Opera House, e con i più grandi direttori del secondo novecento.
Brendel ci fa riflettere su un aspetto molto interessante della musica:
Silence ought also to be the core of each concert. Remember the anagram: listen=silent
– Alfred Brendel
Non esisterebbe la musica se non esistesse il silenzio.
E possiamo astrarre questo concetto a qualsiasi altro aspetto della nostra vita.
Ogni emozione, ogni sensazione, ogni condizione ha una sua esistenza se riconosciamo che anche il suo opposto ce l’ha e non è necessariamente una cosa negativa!
Brendel ha inciso molto Beethoven, Mozart e Schubert. Vi condividiamo questa esecuzione della sonata in do minore di Schubert, che è al contempo travolgente e commovente:
Di seguito, il play along dell’esercizio di tecnica di cui Davide ha parlato nell’ultimo video:
A presto,
Lisa e Davide
exaudeoduo





Rispondi